Quando si parla di grassello di calce stagionato, il tempo non rappresenta semplicemente un dato da riportare sull’etichetta. La maturazione costituisce una vera fase del processo produttivo e influenza caratteristiche importanti del materiale, tra cui plasticità, lavorabilità e capacità di trattenere l’acqua.
È uno dei motivi per cui il grassello di calce continua a essere utilizzato nella realizzazione di intonaci, pitture, rasanti, stucchi e finiture destinate al restauro e alla bioarchitettura.
Ma cosa significa realmente lasciare stagionare il grassello per 12, 24, 36 mesi o ancora più a lungo?
Come nasce il grassello di calce
Il processo parte dalla cottura del calcare calcico.
La cottura produce calce viva, costituita principalmente da ossido di calcio. Successivamente la calce viene sottoposta allo spegnimento con acqua: la reazione genera calore e porta alla formazione di idrossido di calcio.
Il materiale così ottenuto viene conservato in apposite vasche dove inizia il processo di maturazione che porta alla formazione del grassello.
Cimmino Calce identifica il proprio grassello come idrossido di calcio CL90-S e prosegue la stagionatura anche dopo la prima fase di produzione.
Cosa succede durante la stagionatura?
Il grassello non rimane semplicemente fermo in una vasca.
Durante la maturazione avvengono modificazioni nella struttura e nella dimensione dei cristalli di idrossido di calcio. Secondo Cimmino Calce, questo processo porta nel tempo a migliorare plasticità, lavorabilità e ritenzione d’acqua del materiale.
È proprio per questo che la stagionatura è particolarmente importante quando il grassello viene destinato a lavorazioni nelle quali applicabilità e qualità della finitura assumono un ruolo determinante.
Una materia prima ben maturata può essere utilizzata per produrre pitture, rasanti e rivestimenti minerali caratterizzati da superfici molto fini e lavorazioni decorative.
Quanto deve stagionare il grassello di calce?
Non esiste un unico tempo valido per qualsiasi utilizzo.
Cimmino indica per il grassello destinato alla propria produzione di intonaci, pitture e stucchi colorati stagionature generalmente comprese tra 12 e 36 mesi. Una parte della produzione destinata specificamente al restauro viene invece mantenuta in stagionatura fino a 7 anni.
Molti prodotti Cimmino dedicati alle finiture utilizzano infatti grassello stagionato tra 24 e 36 mesi.
È il caso, per esempio, di Calcecolor, pittura minerale naturale destinata a interni ed esterni.
Lo stesso principio viene applicato a Primer Mixocal, formulato con grassello stagionato da 24 a 36 mesi e destinato alla preparazione e uniformazione dei supporti.
Perché il grassello stagionato è importante nel restauro
Nel restauro degli edifici storici la compatibilità tra materiali nuovi e materiali esistenti è fondamentale.
Le malte e le finiture a base di calce appartengono alle tecniche costruttive tradizionali e possono essere utilizzate per intervenire su intonaci e murature evitando di introdurre, quando non necessari, materiali completamente differenti da quelli originari.
La lunga stagionatura assume particolare valore soprattutto nelle lavorazioni più fini, dove sono richieste elevata plasticità e una buona capacità di lavorazione.
Per questa ragione Cimmino riserva una parte del grassello con maturazioni particolarmente lunghe proprio agli interventi di restauro.
Grassello stagionato nelle pitture e nelle finiture
Uno degli utilizzi più interessanti riguarda le finiture decorative.
In Calcecolor, per esempio, il grassello stagionato 24-36 mesi costituisce il legante della pittura e contribuisce alla tipica resa cromatica delle superfici a calce, caratterizzate da leggere ombreggiature invece che da un colore completamente piatto.
Anche prodotti come Rasacal utilizzano grassello con la stessa stagionatura per realizzare superfici minerali fini destinate a pitture, velature e lavorazioni di restauro.
La stagionatura della materia prima diventa quindi parte dell’intero sistema: dal grassello iniziale alla superficie architettonica finale.
Grassello di calce: non conta soltanto il nome
Due prodotti definiti genericamente “a base di calce” non sono necessariamente uguali.
Per valutarli è importante conoscere origine della materia prima, processo produttivo, tempo di stagionatura, eventuali additivi e destinazione d’uso.
Per questo, soprattutto nel restauro e nelle finiture di pregio, non è sufficiente fermarsi alla parola “calce”.
Comprendere come viene prodotto e maturato il grassello permette di scegliere materiali più coerenti con il risultato tecnico ed estetico che si vuole ottenere.
FAQ sul grassello di calce stagionato
Che cosa significa grassello di calce stagionato?
Significa che l’idrossido di calcio ottenuto dopo lo spegnimento della calce viva viene lasciato maturare per un determinato periodo prima dell’utilizzo.
Perché si lascia stagionare il grassello?
Durante la maturazione cambiano le caratteristiche dei cristalli e migliorano le proprietà leganti, la plasticità, la lavorabilità e la ritenzione idrica.
Quanto stagiona il grassello Cimmino?
Cimmino indica generalmente periodi da 12 a 36 mesi in funzione dell’utilizzo, con produzioni specifiche destinate al restauro che possono arrivare fino a 7 anni.
Un grassello molto stagionato è adatto al restauro?
Le lunghe stagionature sono particolarmente interessanti per alcune lavorazioni di restauro e per finiture di pregio, ma il prodotto va sempre scelto in relazione allo specifico intervento.
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