Il tufo che si sgretola, sfarina o perde progressivamente consistenza è un problema frequente negli edifici storici e nelle costruzioni realizzate con pietra tufacea. Passando una mano sulla superficie possono staccarsi polvere e piccoli frammenti; nei casi più evidenti il materiale perde progressivamente coesione e diventa difficile applicare correttamente intonaci e finiture.
In queste situazioni non è sufficiente ricoprire il muro. Prima di intervenire è necessario comprendere le cause del degrado e verificare se il tufo necessita di un trattamento consolidante capace di agire senza compromettere la naturale porosità della pietra.
Perché il tufo si sgretola?
Il tufo è una roccia di origine vulcanica naturalmente porosa. Proprio questa struttura, che ne caratterizza il comportamento, lo rende sensibile alle condizioni ambientali e alle trasformazioni che possono interessare una muratura nel corso degli anni.
Lo sfarinamento può essere associato a diversi fattori:
- presenza prolungata di umidità;
- infiltrazioni d’acqua;
- cristallizzazione dei sali;
- cicli di bagnatura e asciugatura;
- esposizione agli agenti atmosferici;
- precedenti interventi realizzati con materiali poco compatibili;
- naturale degrado della superficie.
Prima di scegliere un trattamento è quindi fondamentale analizzare il supporto. Consolidare senza individuare le cause del deterioramento rischia di intervenire sull’effetto senza risolvere il problema che lo genera.
Cosa significa consolidare una muratura in tufo?
Il consolidamento ha lo scopo di migliorare la coesione del materiale degradato.
Un prodotto consolidante efficace deve riuscire a penetrare nella struttura porosa della pietra e contribuire a rafforzarla, evitando per quanto possibile di creare una semplice pellicola superficiale.
Questo aspetto diventa particolarmente importante nel restauro delle murature storiche, dove è necessario preservare non soltanto l’aspetto estetico originale, ma anche il comportamento fisico del materiale.
La traspirabilità del tufo, quindi, deve rimanere un elemento centrale nella scelta del trattamento.
Proconsol Acqua di Calce per il consolidamento del tufo
Per il trattamento delle superfici tufacee soggette a sfarinamento, Cimmino Calce ha sviluppato Proconsol – Acqua di Calce, un consolidante protettivo nanometrico, inorganico e naturale.
Il prodotto è costituito da idrossido di calcio in soluzione satura ed è ottenuto dalla filtrazione dell’acqua utilizzata durante la lavorazione del grassello di calce.
È esente da additivi sintetici e componenti organici.
La caratteristica fondamentale di Proconsol è la granulometria nanometrica, che permette al prodotto di penetrare all’interno della struttura porosa delle murature tufacee.
Come agisce l’acqua di calce sul tufo?
Dopo l’applicazione, Proconsol reagisce con l’anidride carbonica presente nell’aria formando carbonato di calcio insolubile.
Nel tufo avviene inoltre un’interazione con la silice e l’allumina amorfe presenti naturalmente nel materiale, favorendo la formazione di composti ad elevato potere legante.
L’obiettivo è ottenere un’azione consolidante che interessi non soltanto la parte più esterna della superficie, ma anche gli strati raggiunti dal prodotto all’interno della struttura porosa.
Le prove effettuate sul materiale tufaceo trattato con Proconsol hanno evidenziato:
- aumento del 13% della resistenza a compressione;
- aumento del 6% della resistenza a flessione.
Un miglioramento misurabile delle caratteristiche fisico-meccaniche del materiale.
Consolidare senza alterare l’aspetto del tufo
Negli interventi su edifici storici e superfici a vista è fondamentale evitare trattamenti che modifichino in maniera evidente l’aspetto originale della pietra.
Proconsol è stato sviluppato per non alterare l’estetica originaria del materiale trattato.
Il prodotto è inoltre:
- non pellicolante;
- traspirante;
- idrorepellente;
- privo di componenti organici;
- naturalmente antibatterico;
- non infiammabile;
- esente da sostanze sintetiche.
Sono caratteristiche particolarmente interessanti negli interventi di restauro conservativo e recupero delle murature storiche.
Non solo tufo: consolidamento di intonaci e superfici a calce
L’impiego di Proconsol non è limitato esclusivamente alle murature tufacee.
Il prodotto può essere utilizzato nei trattamenti consolidanti di superfici a matrice carbonatica come:
- malte di calce aerea;
- intonaci a calce;
- pitture a calce;
- affreschi;
- dipinti murali;
- superfici interessate da interventi di restauro storico.
La compatibilità con materiali tradizionali a base di calce rende il prodotto particolarmente interessante nei progetti nei quali è necessario conservare il più possibile la natura originaria del supporto.
Come si applica un consolidante sul tufo?
Prima dell’applicazione il supporto deve essere asciutto e pulito.
Le superfici vengono preventivamente spazzolate utilizzando spazzole morbide di saggina, setola o nylon, in modo da eliminare delicatamente le parti incoerenti.
Proconsol è pronto all’uso e non necessita dell’aggiunta di altre sostanze.
Può essere applicato:
- con pennello a setole naturali;
- mediante nebulizzatore manuale.
Il prodotto deve essere distribuito fino alla saturazione del supporto, evitando però ristagni superficiali che potrebbero provocare la formazione di cristalli biancastri.
La quantità necessaria varia sensibilmente in funzione della porosità e dello stato del tufo. Indicativamente, la resa è di circa 3 litri per m², ma è opportuno effettuare una prova preliminare di assorbimento direttamente sulla superficie.
Quanto tempo occorre perché il consolidamento sia efficace?
Un consolidante minerale non deve essere valutato esclusivamente nelle ore immediatamente successive all’applicazione.
Nel caso di Proconsol, l’evoluzione dell’effetto consolidante avviene progressivamente in un periodo compreso tra 30 e 90 giorni dal trattamento.
Questo perché il processo è legato alle reazioni minerali che si sviluppano all’interno del materiale.
Temperature e condizioni di applicazione
Proconsol deve essere applicato con temperature comprese tra +8°C e +28°C.
È necessario evitare:
- irraggiamento solare diretto;
- forte vento;
- pioggia;
- superfici non correttamente preparate.
A causa della sua elevata alcalinità, il prodotto non deve inoltre essere utilizzato su materiali sensibili alle variazioni di pH, in particolare pitture contenenti pigmenti a base di rame o resine organiche.
Dopo il consolidamento: scegliere intonaco e finitura compatibili
Consolidare correttamente un muro in tufo è soltanto una parte dell’intervento.
Se la superficie deve essere successivamente intonacata o decorata, è importante scegliere materiali compatibili con il supporto e capaci di mantenere una buona permeabilità al vapore.
A seconda delle condizioni della muratura, possono essere impiegati sistemi minerali basati su grassello di calce stagionato e pozzolana naturale, completati da fondi, rasanti e pitture minerali.
L’obiettivo deve essere creare un ciclo coerente: consolidamento, intonaco, rasatura e finitura devono lavorare insieme, evitando che uno degli strati comprometta le caratteristiche degli altri.
Recuperare il tufo rispettando la sua natura
Il degrado di una muratura tufacea non dovrebbe essere affrontato semplicemente ricoprendo ciò che si sgretola.
Il primo passo è comprendere perché il materiale sta perdendo coesione. Il secondo è scegliere un intervento compatibile con le sue caratteristiche.
L’impiego di un consolidante naturale a base di idrossido di calcio, insieme a malte e finiture minerali appropriate, permette di affrontare il recupero rispettando la natura porosa del tufo e le caratteristiche delle costruzioni storiche.
È proprio su questo principio che si basa l’approccio di Cimmino Calce al restauro e al risanamento: utilizzare la conoscenza della calce e dei materiali minerali per conservare le murature, invece di limitarsi a nasconderne il degrado.
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