La nostra storia

Dal 1826, maestri del grassello di calce stagionato. La Cimmino Calce nasce nel 1826, da allora ancora oggi si tramanda l'Antica Arte della lavorazione del grassello di calce stagionato. Oggi come allora i nostri prodotti sono realizzati con maestria, esperienza e passione di famiglia che ha deciso di conservare le vecchie tradizioni, per riproporre prodotti utilizzati nel passato. La nostra esperienza nel settore delle calci, in collaborazione ad una continua ricerca scientifica, ci permette di rispondere alla più qualificate esigenze del settore Restauro, Recupero e Risanamento del Patrimonio Artistico, Architettonico dei Beni Culturali e della BioArchitettura.

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Grassello di calce

Grassello di calce e calce idrata: quali sono le differenze e quando utilizzarli

Grassello di calce e calce idrata sono la stessa cosa? È una domanda frequente quando si devono preparare malte, intonaci e finiture oppure quando si affronta il restauro di un edificio storico.

Entrambi i materiali derivano dalla calce, ma si presentano in forme differenti e possono avere caratteristiche e modalità di utilizzo diverse.

Comprendere queste differenze è importante soprattutto nel restauro, nel recupero delle murature storiche e nella bioedilizia, dove la scelta del legante influenza lavorabilità, compatibilità con il supporto e comportamento della malta.

Da dove nasce la calce?

Il processo parte dalla pietra calcarea, costituita prevalentemente da carbonato di calcio.

Per la produzione del grassello, Cimmino Calce seleziona il materiale all’interno della cava al fine di ottenere un calcare calcico puro.

La pietra viene successivamente sottoposta a cottura in fornace a temperature nell’ordine degli 800-900°C.

Durante la cottura il carbonato di calcio si trasforma in ossido di calcio, comunemente chiamato calce viva.

È soltanto l’inizio del processo.

Dalla calce viva alla calce spenta

La calce viva viene successivamente sottoposta allo spegnimento con acqua.

Il contatto tra ossido di calcio e acqua genera una reazione esotermica, cioè una reazione che libera una notevole quantità di calore.

Il risultato è la formazione di idrossido di calcio, cioè calce spenta.

A seconda del processo produttivo e della quantità d’acqua utilizzata, l’idrossido di calcio può essere ottenuto e commercializzato in forme differenti.

Ed è qui che diventa importante distinguere calce idrata e grassello di calce.

Cos’è la calce idrata?

Con il termine calce idrata si indica generalmente idrossido di calcio ottenuto dallo spegnimento della calce viva e disponibile prevalentemente sotto forma di polvere secca.

È un materiale utilizzato in numerosi settori dell’edilizia e può essere impiegato nella preparazione di malte e altri prodotti.

La praticità della forma in polvere ne facilita trasporto, stoccaggio e dosaggio.

Il grassello segue invece un processo differente, nel quale l’acqua e soprattutto il tempo di maturazione assumono un ruolo fondamentale.

Cos’è il grassello di calce?

Il grassello di calce è costituito principalmente da idrossido di calcio e acqua e si presenta sotto forma di pasta.

Dopo lo spegnimento, la calce viene stivata in apposite vasche dove inizia un periodo di maturazione controllata.

Progressivamente il materiale acquisisce la consistenza e le caratteristiche proprie del grassello.

La trasformazione, però, non termina semplicemente quando la calce è stata spenta.

Il grassello può continuare a stagionare per mesi o addirittura anni.

Ed è proprio la stagionatura uno degli elementi che ne determina la qualità per determinate applicazioni.

Perché il grassello di calce viene stagionato?

Durante la maturazione avvengono importanti modificazioni nella morfologia e nelle dimensioni dei cristalli di idrossido di calcio.

Con il passare del tempo migliorano caratteristiche particolarmente importanti durante la lavorazione, tra cui:

  • plasticità;
  • lavorabilità;
  • ritenzione d’acqua;
  • comportamento durante l’applicazione.

Una malta realizzata con un grassello adeguatamente stagionato risulta particolarmente interessante per intonaci, rasature, stucchi e finiture tradizionali.

Il tempo, in questo caso, non è semplicemente attesa: diventa parte integrante del processo produttivo.

Quanto viene stagionato il grassello Cimmino Calce?

Per la produzione di intonaci, pitture e stucchi colorati, Cimmino Calce utilizza grassello con stagionature generalmente comprese tra 12 e 36 mesi.

Una parte della produzione destinata a particolari applicazioni nel restauro viene invece sottoposta a stagionature che possono raggiungere 7 anni.

Questo permette di disporre di una materia prima con caratteristiche differenti in funzione delle applicazioni previste.

Il grassello diventa così la base di numerosi prodotti destinati al restauro, recupero edilizio, risanamento e bioarchitettura.

Grassello stagionato e lavorabilità delle malte

Uno dei vantaggi più evidenti del grassello stagionato emerge durante la posa.

Le malte risultano più “grasse”, plastiche e facilmente lavorabili.

La maggiore ritenzione d’acqua contribuisce inoltre al corretto comportamento del materiale durante l’applicazione.

Queste caratteristiche possono tradursi in vantaggi tecnici ed estetici soprattutto quando si devono realizzare:

  • intonaci tradizionali;
  • rasature;
  • finiture minerali;
  • stucchi;
  • lavorazioni decorative;
  • interventi di restauro.

È uno dei motivi per cui il grassello di lunga stagionatura continua ad essere particolarmente apprezzato dagli operatori specializzati.

Grassello di calce e carbonatazione

Una volta applicata, la calce aerea inizia un processo fondamentale chiamato carbonatazione.

L’idrossido di calcio reagisce progressivamente con l’anidride carbonica presente nell’aria trasformandosi nuovamente in carbonato di calcio.

In termini semplificati, il materiale tende quindi a ritornare verso una composizione chimica simile a quella della pietra calcarea dalla quale il processo era iniziato.

È uno dei cicli più affascinanti della tecnologia dei materiali tradizionali:

pietra calcarea → calce viva → idrossido di calcio → carbonato di calcio.

Un processo nel quale fuoco, acqua, aria e tempo trasformano continuamente la materia.

Grassello di calce e pozzolana

Il grassello può essere utilizzato anche insieme alla pozzolana naturale.

La presenza di silice e allumina reattive nella pozzolana permette di sviluppare una reazione con la calce formando composti con proprietà idrauliche.

La Biopozzolana Cimmino Calce, utilizzata insieme a grassello stagionato almeno 12 mesi, permette di preparare malte destinate a differenti applicazioni:

  • malte idrauliche;
  • malte di allettamento;
  • malte deumidificanti;
  • malte termo-isolanti;
  • stilatura dei giunti;
  • interventi su murature tradizionali.

È la stessa combinazione di materiali che, con tecniche differenti, ha caratterizzato una parte importante dell’architettura romana.

Perché il grassello è importante nel restauro?

Nel restauro di un edificio storico non conta soltanto la resistenza del materiale utilizzato.

È fondamentale anche la compatibilità con la muratura originale.

Molti edifici antichi sono stati costruiti utilizzando malte a base di calce, pietra, tufo e laterizio. L’impiego di materiali con caratteristiche eccessivamente differenti può alterare il comportamento del sistema murario.

Per questo il grassello di calce continua a essere utilizzato nella preparazione di malte, intonaci, rasanti, pitture e finiture per il restauro conservativo.

Il grassello come base di un intero sistema minerale

Il grassello non è soltanto un prodotto da utilizzare direttamente.

Può rappresentare la materia prima dalla quale nasce un intero ciclo per la muratura.

Cimmino Calce utilizza grassello stagionato da 24 a 36 mesi in diversi prodotti, tra cui:

  • Primer Mixocal;
  • Rasacal;
  • Marmocolor Rustico;
  • Marmocolor Liscio Antico;
  • Calcecolor;
  • Calcecolor Velatura.

Questo permette di realizzare sistemi nei quali sottofondo, rasante e finitura condividono una matrice minerale basata sulla calce.

Grassello di calce o calce idrata: quale scegliere?

Non esiste una risposta valida per qualsiasi lavorazione.

La scelta dipende dal tipo di intervento, dalla malta da realizzare, dal supporto e dalle prestazioni richieste.

La calce idrata in polvere offre praticità e trova numerose applicazioni nell’edilizia.

Il grassello di calce stagionato, invece, trova uno dei suoi impieghi più caratteristici nelle lavorazioni nelle quali plasticità, lavorabilità e qualità della finitura assumono particolare importanza, come intonaci tradizionali, stucchi, pitture e restauro.

Più che chiedersi quale materiale sia migliore in assoluto, quindi, bisogna chiedersi quale sia quello corretto per l’intervento che dobbiamo realizzare.

Il valore del tempo nella produzione della calce

Nell’edilizia moderna siamo abituati a misurare l’efficienza attraverso la velocità.

Il grassello di calce segue una logica differente.

La pietra viene selezionata, cotta, spenta con acqua e successivamente lasciata maturare. Mesi e, per determinate applicazioni, anni.

È proprio durante questa lunga stagionatura che il materiale sviluppa le caratteristiche che lo rendono una materia prima preziosa per intonaci e finiture.

Cimmino Calce continua a produrre grassello seguendo questo principio, unendo la tradizione della lavorazione della calce alle esigenze tecniche del restauro e dell’edilizia contemporanea.

Perché nella produzione del grassello esiste una materia prima che non può essere sostituita da nessun additivo: il tempo.

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